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Passaggio generazionale: come trasferire l’impresa di famiglia

Guide

Pianificarlo per tempo, scegliendo tra famiglia, manager e acquirenti esterni

In molte PMI italiane il fondatore è ancora alla guida e la domanda su chi verrà dopo resta aperta. Il passaggio generazionale non è un singolo atto ma un percorso che riguarda la proprietà, la guida dell’azienda e gli equilibri familiari. Pianificarlo per tempo protegge il valore dell’impresa e i rapporti tra le persone.

Quando iniziare

Prima di quanto si pensi: preparare un successore, interno o esterno, richiede spesso diversi anni. Iniziare quando l’azienda va bene permette di scegliere; iniziare per necessità costringe ad accettare la soluzione disponibile.

Le strade possibili

  • Successione in famiglia: uno o più figli entrano nella proprietà e nella gestione.
  • Famiglia nella proprietà, manager alla guida: i familiari restano soci, la gestione passa a manager esterni.
  • Cessione ai manager (management buy-out) o a manager esterni (management buy-in), spesso con il supporto di un finanziamento e di investitori.
  • Cessione a terzi: vendita a un’azienda del settore o a un investitore, totale o graduale. È la strada da considerare quando in famiglia non c’è un successore; la descriviamo nella guida come vendere un’azienda.

Spesso la soluzione migliore combina più elementi: per esempio la cessione di una quota a un partner industriale con permanenza della famiglia per alcuni anni.

Gli strumenti

Patto di famiglia

Con il patto di famiglia l’imprenditore trasferisce l’azienda o le partecipazioni a uno o più discendenti, che liquidano gli altri familiari legittimari. L’accordo, stipulato per atto pubblico con la partecipazione del coniuge e di chi sarebbe legittimario, rende la scelta più stabile nel tempo rispetto a una semplice donazione.

Donazione e successione con esenzione d’imposta

Il trasferimento di aziende, rami d’azienda o partecipazioni ai discendenti e al coniuge, anche tramite patto di famiglia, può essere esente dall’imposta sulle donazioni e successioni. Per le società di capitali l’esenzione riguarda le partecipazioni che permettono di acquisire o integrare il controllo, e chi riceve deve proseguire l’attività o mantenere il controllo per almeno cinque anni. Se le condizioni non vengono rispettate, l’imposta torna dovuta con sanzioni e interessi.

Holding di famiglia

Conferire le partecipazioni in una società holding consente di separare la gestione del patrimonio familiare da quella dell’impresa, regolare la governance tra i rami della famiglia e preparare passaggi graduali.

Trust e patti parasociali

Il trust e i patti tra soci (per esempio clausole di prelazione, di gradimento o di uscita) servono a regolare in anticipo chi decide, come e a quali condizioni, evitando stalli nelle decisioni.

Gli errori da evitare

  • Rimandare finché non è un’emergenza.
  • Pensare solo alla proprietà e non alla guida dell’azienda, o viceversa.
  • Trattare in modo diverso i figli che lavorano in azienda e quelli che non ci lavorano senza regole chiare.
  • Ignorare il valore dell’azienda: senza una valutazione è difficile equilibrare le posizioni dei familiari.
  • Trascurare banche, clienti e collaboratori chiave, che devono avere fiducia nella nuova guida.

Come possiamo aiutarti

Affianchiamo l’imprenditore nella scelta della strada e nella sua attuazione: valutazione dell’azienda, piano industriale, ricerca di un partner o di un acquirente quando serve, coordinamento con notaio e avvocati. Vedi le pagine su consulenza strategica e consulenza M&A, oppure scrivici dal modulo qui sotto.

Le regole citate sono quelle in vigore al momento della pubblicazione e vanno verificate al momento dell’operazione.

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